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20 ottobre, 2011




 
 

Accensione Mutuo. Come fare per accendere un Mutuo? I passi fondamentali per accendere un mutuo presso una banca o presso una finanziaria, solitamente sono sempre gli stessi. Di seguito trovate le informazioni che vi interessano. Una volta svolta l’istruttoria, la banca, acquisita la documentazione inoltrata ed effettuati ulteriori accertamenti (quali l'acquisizione della "dichiarazione notarile preliminare" sul bene offerto in garanzia, nonché della "relazione tecnico-estimativa" redatta da un tecnico di sua fiducia), è in grado di deliberare il finanziamento. A delibera avvenuta la banca ne da immediata comunicazione al richiedente e fissa la data della stipula dell'atto pubblico di finanziamento (concessione formale del mutuo). continua

 

 

   
   
  INVESTIRE: Investire in Azioni

>>>Modulo Calcola Preventivo Mutuo

>>>Modulo Calcola Preventivo Prestito

Le azioni sono titoli di credito che rappresentano il diritto di proprietà su parte di una società.
Il valore teorico di una singola azione, chiamato valore nominale e stampato sul certificato azionario, si calcola dividendo il capitale sociale per il numero di azioni emesse.
Maggiore è il numero di azioni che si possiedono, maggiore è la quota di società posseduta.
Questo non significa che le azioni vengano comprate e vendute sulla base di tale valore. Come ogni bene, infatti, anche le azioni rispondono alle logiche del mercato e alla legge della domanda e dell’offerta. Ecco allora che il prezzo delle azioni sul mercato, chiamato valore reale, non è fisso ma dipende dall’andamento dell’impresa e da quanto le sue azioni sono richieste.

Perché sono titoli meno “sicuri”?
La conseguenza più immediata che discende dal legame tra valore reale delle azioni e mercato è un rischio/rendimento potenzialmente maggiore per chi investe in titoli azionari piuttosto che in titoli obbligazionari a basso rischio (i quali, al contrario, hanno un piano di rimborso predeterminato).
Se si comprano azioni a un determinato prezzo e poi le si rivendono, infatti, si può realizzare un guadagno ma anche una perdita, più o meno consistenti. Tutto dipende dalla oscillazioni di prezzo che un dato titolo azionario ha avuto sul mercato: se l’investitore rivende a un prezzo maggiore rispetto a quello di acquisto guadagna, se rivende a un prezzo inferiore ci perde.
Naturalmente se l’azienda va bene e ha avuto utili, questi saranno distribuiti come dividendo ai soci, in proporzione alla quota posseduta.

A chi è consigliato l’investimento azionario? Con quali modalità?
Il rischio sotteso all’investimento azionario non deve farlo guardare con eccessivo sospetto, semplicemente richiede una valutazione attenta e una consapevolezza maggiore rispetto ad altre forme di investimento più “tranquille”.
Chi ha una propensione al rischio molto bassa, farà bene a evitare del tutto gli investimenti azionari. Per gli altri profili di risparmiatore, invece, investire in azioni può essere una scelta vantaggiosa ma occorre procedere con oculatezza e perizia. Per esempio puntando alla diversificazione del portafoglio attraverso l’acquisto di più titoli e a un eventuale bilanciamento tra azioni e titoli obbligazionari, ragionando in rapporto all’entità e alla durata dell’investimento. Per questo motivo è fondamentale non agire da soli bensì avvalersi di una consulenza esperta.
Non dobbiamo avere paura a fare mille domande alla nostra banca, anche quelle che ci sembrano più stupide o banali: esponendo i nostri timori, i dubbi, i desideri, permetteremo al nostro interlocutore di conoscerci meglio e, quindi, di consigliarci l’investimento più adatto.

Tipologie di azioni

Si distinguono diversi tipi di azioni:

  • azioni ordinarie
    conferiscono a chi le possiede il diritto di esercitare un controllo sulla società proporzionale alle quote possedute (comanda chi ha la maggioranza delle quote);

     
  • azioni privilegiate
    danno un diritto di prelazione quando vengono ripartiti gli utili e quando viene rimborsato il capitale, nel caso in cui la società venga sciolta;

     
  • azioni di risparmio 
    “non contano” in termini di controllo della società, ma offrono più privilegi quando si tratta di ripartire gli utili: sono rivolte ai piccoli risparmiatori.
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    Finanza ed Economia Editoriale

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