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20 ottobre, 2011




 
 

Accensione Mutuo. Come fare per accendere un Mutuo? I passi fondamentali per accendere un mutuo presso una banca o presso una finanziaria, solitamente sono sempre gli stessi. Di seguito trovate le informazioni che vi interessano. Una volta svolta l’istruttoria, la banca, acquisita la documentazione inoltrata ed effettuati ulteriori accertamenti (quali l'acquisizione della "dichiarazione notarile preliminare" sul bene offerto in garanzia, nonché della "relazione tecnico-estimativa" redatta da un tecnico di sua fiducia), è in grado di deliberare il finanziamento. A delibera avvenuta la banca ne da immediata comunicazione al richiedente e fissa la data della stipula dell'atto pubblico di finanziamento (concessione formale del mutuo). continua

 

 

   
  PRESTITI ALLE FAMIGLIE E DEBITI

Ecco una breve escursione sull'andamento dell'investimento e dei prestiti alle famiglie italiane negli ultimi anni.

>>>Modulo Calcola Preventivo Mutuo

>>>Modulo Calcola Preventivo Prestito

Nel 2007 i prestiti bancari alle famiglie sono aumentati dell’8,7 per cento, in rallentamento rispetto al 2006. La decelerazione ha interessato tutte le aree, mostrando maggiore intensità nel Mezzogiorno (dal 13,2 al 10,5 per cento) e al Centro (dal 12,1 al 7,9 per cento). Vi ha influito l’aumento dei tassi d’interesse e la riduzione delle transazioni sul mercato immobiliare. Al rallentamento rilevato in tutte le ripartizioni territoriali ha contribuito anche il proseguimento delle operazioni di cessione di crediti.
Nel corso del 2007 le famiglie hanno contratto mutui per l’acquisto di abitazioni per un importo pari a circa 62,7 miliardi di euro, un valore lievemente superiore a quello del 2006. Al Centro Nord le nuove erogazioni sono aumentate in misura modesta (0,4 per cento) mentre nel Mezzogiorno, dopo un lungo periodo di crescita, la variazione è stata negativa (-0,9 per cento).
Tra il 2000 e il 2007 i mutui alle famiglie sono cresciuti a un tasso medio annuo del 13,4 per cento sia nel Mezzogiorno sia al Centro Nord. Alla forte espansione dei prestiti per l’acquisto di abitazioni hanno contribuito il basso livello dei tassi d’interesse, il consistente rialzo dei prezzi degli immobili e un generale miglioramento delle condizioni di offerta. Secondo un’indagine condotta nel 2007 dai Nuclei per la ricerca economica presso le Filiali della Banca d’Italia su un campione di banche rappresentativo delle condizioni di offerta nel mercato del credito, nell’ultimo quinquennio tra le banche italiane si sono diffuse forme contrattuali innovative: mutui con un rapporto tra finanziamento e valore dell’immobile superiore all’80 per cento, con durata superiore ai 30 anni o con durata variabile e rata costante. Rispetto alle banche con sede al Centro Nord la diffusione di contratti innovativi è stata minore per le banche meridionali.

A partire dalla metà del 2006, il differenziale tra il tasso fisso sui mutui alle famiglie e quello variabile si è ridotto. Si è registrata una ricomposizione delle nuove erogazioni in favore di quelle a tasso fisso: l’incidenza di questo tipo di mutui sul totale delle nuove erogazioni è passata dal 20,3 per cento del 2006 a oltre il 50 del 2007. La maggior diffusione delle nuove erogazioni a tasso fisso ha interessato tutte le regioni italiane, ma è stata più ampia in quelle meridionali.

In termini di consistenze, nel 2007 in Italia la quota dei mutui a tasso  indicizzato sul totale delle erogazioni, sebbene in diminuzione, è risultata pari al 72,0 per cento; la diffusione dei mutui a tasso fisso è stata superiore nel Mezzogiorno e al Centro, dove tali contratti rappresentavano rispettivamente il 39,4 e il 34,3 per cento dei mutui in essere alla fine dell’anno.
Il rialzo dei tassi di interesse ha indotto una parte dei debitori che avevano sottoscritto mutui a tassi indicizzati quando i rendimenti del mercato monetario erano particolarmente bassi, a chiedere alle banche una revisione delle condizioni, avvalendosi delle nuove norme in materia di estinzione anticipata e di portabilità dei mutui (cfr. la Relazione Annuale sul 2007). Secondo l’indagine condotta dai Nuclei per la ricerca economica, nel 2007 oltre l’80 per cento degli intermediari ha dichiarato di aver rinegoziato le condizioni contrattuali (a esempio il tasso d’interesse, la durata o il piano di ammortamento) dei mutui ipotecari sottoscritti dalle famiglie. La quota è molto simile per le diverse tipologie di intermediari e tra le aree geografiche (cfr. nella sezione Gli approfondimenti il capitolo: L’indebitamento delle famiglie e l’offerta di mutui con caratteristiche innovative). L’ammontare delle rinegoziazioni ha interessato circa il 3 per cento del totale dei mutui in essere; di questi circa un decimo faceva capo a mutuatari con difficoltà di rimborso. Il 58 per cento delle banche intervistate ha inoltre indicato di aver offerto mutui ipotecari in sostituzione di contratti precedentemente sottoscritti presso altri intermediari. Si può stimare che l’ammontare dei mutui in sostituzione sia stato prossimo all’1 per cento di quelli in essere.
Nel 2007 la crescita del credito al consumo è rimasta sostenuta, sebbene di intensità inferiore rispetto all’anno precedente. I prestiti erogati dalle banche e dalle società finanziarie sono aumentati del 13,8 per cento (17,9 nel 2006); l’espansione, riconducibile per oltre tre quarti alle società finanziarie, è risultata più intensa nel Mezzogiorno e nel Nord Est.

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