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Il deterioramento delle prospettive di crescita acuisce
le tensioni finanziarie - Il peggioramento delle
prospettive di crescita dell'economia mondiale ha rafforzato i
timori circa la solidità degli emittenti, sia pubblici sia
privati, con alto indebitamento. Le tensioni hanno investito il
sistema bancario internazionale, facendo emergere rischi per la
stabilità finanziaria a livello globale. Nell'area dell'euro la
crisi del debito sovrano si è estesa all'Italia e alla Spagna.
Vi hanno contribuito difficoltà nell'attuare adeguate politiche
di contrasto della crisi da parte delle autorità. Si
teme che la debolezza ciclica possa prolungarsi nel tempo... -
Emergono timori che la fase di debolezza dell'economia
mondiale possa protrarsi nel tempo, con possibili ripercussioni
negative sulle decisioni di consumo e di investimento.
...per effetto delle necessarie misure correttive sui
conti pubblici... - I maggiori paesi avanzati stanno
intensificando gli sforzi, necessari, per risanare i conti
pubblici. In assenza di riforme strutturali in grado di agire
sulle aspettative di reddito futuro e di sostenere la domanda,
misure di consolidamento fiscale attuate simultaneamente in più
paesi potrebbero tuttavia innescare una spirale negativa tra il
calo dell'attività produttiva e il deterioramento delle finanze
pubbliche.
...del deleveraging del settore privato... -
Il grado di leva finanziaria di famiglie e imprese rallenta o si
riduce, soprattutto nelle economie con livelli elevati di
indebitamento. Se eccessivamente rapida e diffusa, questa
tendenza - pur necessaria - rischia anch'essa di deprimere la
domanda.
...e delle difficoltà del settore bancario -
Nell'area dell'euro le tensioni sul debito sovrano si
ripercuotono sulle capacità di raccolta a medio e a lungo
termine delle banche e sulla loro valutazione da parte dei
mercati. Nel breve termine l'offerta di fondi da parte
dell'Eurosistema consente agli intermediari di far fronte alla
illiquidità dei mercati della raccolta all'ingrosso. Il
prolungarsi delle tensioni rischia tuttavia di provocare una
contrazione dei bilanci bancari e un inasprimento delle
condizioni di offerta di credito.
La crisi del debito rappresenta il principale fattore
di rischio macroeconomico - La crisi del debito in
Europa rappresenta il principale fattore di rischio per
l'economia mondiale. Gli scenari discussi in questo Rapporto
tengono conto dell'aggravamento registrato nei mesi scorsi; si
basano sull'ipotesi che le azioni di contrasto già decise, o che
potranno essere definite in futuro, eviteranno il
materializzarsi degli scenari peggiori.
L'Europa necessita di una strategia complessiva di
risoluzione della crisi - Nei mesi a cavallo tra il
2008 e il 2009 le autorità europee intervennero con successo per
ricapitalizzare le banche e per garantirne la raccolta.
Nell'attuale contesto i margini per interventi da parte del
settore pubblico sono limitati: le difficoltà delle banche sono
strettamente connesse con quelle degli emittenti sovrani. Le
misure decise in ottobre dal Consiglio europeo affrontano allo
stesso tempo i due problemi attraverso il rafforzamento della
capacità di azione dello European Financial Stability Facility
(EFSF), l'adozione di un nuovo programma di sostegno alla
Grecia, la predisposizione di un piano di ricapitalizzazione dei
maggiori intermediari e la concessione di garanzie alle
emissioni di obbligazioni bancarie. Rivestono particolare
importanza le modalità di attuazione di queste misure, in via di
definizione.
L'economia italiana presenta debolezze, ma anche
punti di forza - Nel giudizio degli investitori
l'Italia risente dell'alto debito pubblico e, soprattutto, della
bassa crescita. Ma il nostro paese presenta elementi di forza
quali il contenuto livello del disavanzo di bilancio rispetto ad
altre maggiori economie, il basso indebitamento del settore
privato, la solidità delle banche, il limitato debito estero. Il
Governo prevede che nel prossimo triennio il rapporto debito/PIL
diminuisca significativamente; se gli obiettivi di risanamento
saranno rispettati, nostre elaborazioni indicano che il rapporto
si ridurrebbe o si stabilizzerebbe anche qualora i rendimenti
dei titoli di Stato registrassero significativi aumenti. Per
ridurre in maniera permanente il rischio sovrano sono tuttavia
necessarie misure volte a innalzare il potenziale di crescita,
che in questa fase sono strettamente collegate con la stabilità
finanziaria. Gli impegni presi in sede europea per un'incisiva
azione di riforma vanno attuati con rapidità.
Si è interrotto il miglioramento delle condizioni
delle imprese - Le imprese stanno risentendo
dell'indebolimento dell'attività economica. I sondaggi presso le
aziende segnalano aspettative di un peggioramento dei livelli di
attività e delle condizioni di accesso al credito. Qualora
queste aspettative si materializzassero, nel 2012 le condizioni
finanziarie potrebbero peggiorare per molte imprese.
La situazione finanziaria delle famiglie è solida
- La situazione finanziaria delle famiglie è nel complesso
solida. Il grado di indebitamento è contenuto; la cospicua
ricchezza complessiva è composta per la maggior parte da
attività a basso rischio. Le nostre analisi indicano che i
rischi di un significativo aumento degli oneri finanziari sono
contenuti. Tensioni potrebbero emergere tra le famiglie con
minor reddito, cui fa capo una quota limitata dei prestiti
bancari.
Il sistema bancario sta risentendo della crisi del
debito sovrano - Le difficoltà che il sistema bancario
italiano si trova oggi a fronteggiare hanno origine al di fuori
di esso. L'esposizione verso i paesi oggetto di programmi di
sostegno finanziario è molto bassa sia sul mercato dei titoli,
sia su quello dei credit default swap (CDS). È significativo,
come in altri sistemi bancari, il peso delle attività nei
confronti dell'emittente sovrano nazionale. Anche per questo
motivo, i premi sui CDS delle banche hanno seguito la tendenza
crescente rilevata per lo Stato italiano.
Nel 2012 il credito al settore privato continuerebbe
a espandersi - Nostre stime, che ipotizzano una
graduale trasmissione dei recenti rialzi dei rendimenti sui
titoli pubblici ai tassi bancari, suggeriscono che la dinamica
del credito alle imprese, attualmente sostenuta, fletterebbe
leggermente nel 2012; quella dei prestiti alle famiglie
rimarrebbe inalterata. Il credito potrebbe rallentare in misura
più decisa qualora le difficoltà di accesso ai mercati
all'ingrosso da parte delle banche dovessero persistere.
Il flusso di sofferenze in rapporto ai prestiti è in
calo - Il flusso di sofferenze in rapporto agli
impieghi sta calando, ma con lentezza. Le prospettive rimangono
però incerte, con rischi al rialzo in particolare per i prestiti
alle imprese. L'esposizione estera delle banche italiane si
riduce; al suo interno, aumenta quella verso i paesi dell'Europa
centrale e orientale, caratterizzati da buone prospettive di
crescita, ma anche da rischi macroeconomici elevati.
Cresce la raccolta al dettaglio, ma cala quella
all'ingrosso - La provvista al dettaglio si espande a
ritmi costanti, ma l'illiquidità dei mercati internazionali dei
capitali condiziona la capacità di raccolta delle banche. Nel
fronteggiare queste tensioni gli intermediari italiani traggono
sostegno dall'alto peso della raccolta al dettaglio,
caratterizzata da elevata stabilità; dall'assenza di titoli in
scadenza con garanzie pubbliche; dalla posizione di liquidità
equilibrata, pur se in calo.
Le tensioni sul debito sovrano si ripercuotono sulla
liquidità... - In assenza di una riapertura dei mercati
all'ingrosso, il ricorso delle banche italiane al
rifinanziamento presso l'Eurosistema - già aumentato nei mesi
scorsi, al pari di quanto accaduto per gli intermediari di altri
maggiori paesi europei - è destinato a espandersi ulteriormente.
Per il sistema bancario italiano nel suo complesso le attività
stanziabili a garanzia presso la banca centrale sono ingenti.
...e sulla redditività delle banche - La
redditività bancaria è stabile ma le sue prospettive sono
offuscate dall'evoluzione dell'economia reale e dalle tensioni
sui mercati finanziari. Un ruolo chiave nel recupero di
profittabilità dovrà essere svolto dal contenimento dei costi.
È in corso un ulteriore rafforzamento del patrimonio
- Nel 2011 le banche italiane hanno rafforzato in misura
significativa la loro dotazione patrimoniale mediante aumenti di
capitale e la capitalizzazione degli utili. Questa azione
proseguirà, nell'ambito delle iniziative a livello europeo. Più
elevati buffers di capitale consentiranno agli intermediari
italiani di resistere a eventuali shock mantenendo una solida
posizione patrimoniale e di riattivare la raccolta sui mercati
all'ingrosso.
Sul mercato monetario prevalgono scambi
collateralizzati e intermediati dalla controparte centrale
- Gli scambi interbancari si sono ridotti e sono
rimasti concentrati sui contratti più adatti a contenere i
rischi di controparte e di liquidità. Le negoziazioni avvengono
prevalentemente mediante operazioni collateralizzate e assistite
dall'interposizione della controparte centrale. Nella componente
non garantita rimane ampio il ricorso al canale
over-the-counter, attraverso il quale transita la gran parte
delle operazioni con controparti estere.
Il mercato dei titoli di Stato ha perso liquidità ma
ha continuato a operare con regolarità - Sul mercato
secondario dei titoli di Stato la liquidità si è ridotta
significativamente nelle fasi di tensione. Sul mercato primario
il collocamento dei titoli è avvenuto con regolarità. Il
rapporto tra quantità domandata e offerta di titoli è stato
costantemente superiore all'unità, registrando solo
occasionalmente lievi riduzioni. I sistemi di pagamento e di
regolamento dei titoli hanno operato regolarmente e con
continuità.
da
Banca d'Italia
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